Presentazione

Scritto da: FIORENZA VIANI

Che significa “Famiglie per i Tornei Giovanili FSI”? Credo sia un punto da chiarire subito, prima di partire per un’avventura che tutti noi speriamo possa essere utile ed efficace.

Per quale motivo mettere a disposizione delle famiglie dei giovani scacchisti un sito con spazio per sondaggi, petizioni, blog, Guest Book? Per creare un prezioso strumento attraverso il quali esprimere le proprie personali opinioni su tutto ciò che è legato al mondo dei tornei istituzionali giovanili. Ma, attenzione, proprio perché si tratta di uno strumento prezioso, esso va usato con oculatezza ed efficacia. Un cucchiaio non è molto utile se cerco di infilzarlo su un cosciotto di pollo ed una forchetta non serve a molto se cerco di berci la minestra. Ovvio e banale, ma anche uno spazio di protesta ha senso se e solo se viene gestito senza esagerazioni, senza sbavature, senza polemiche gratuite, senza aggressività ed acrimonia fini a loro stesse.

E non è detto che lo spazio debba essere utilizzato solo e soltanto per protestare: ci si può confrontare ed alleare; si possono esprimere opinioni positive; si possono difendere certe scelte istituzionali. L’importante è esprimere ciò che si pensa senza astio e con la massima sincerità possibile, cosa che – fra persone civili – è la norma.

Il presupposto è, purtroppo, negativo: quando si sente il bisogno di creare un sito con sondaggi, petizioni e spazi per esprimere il proprio punto di vista, è scontato che “ci sia qualcosa che non funziona”. Seguo l’attività giovanile di scacchi da tanti anni e da altrettanti anni raccolgo le proteste e le insoddisfazioni delle famiglie dei nostri ragazzi. Non si tratta quasi mai di prese di posizione arroganti e pretestuose: si tratta di legittime lamentele per i costi elevati, per la difficoltà di raggiungere una sede, per la scelta dei calendari di gara. Le famiglie sono un polmone importantissimo per il movimento scacchistico giovanile ma spesso l’entusiasmo e la generosità dimostrati non trovano riscontro nelle istituzioni che antepongono altre priorità a quella che dovrebbe essere la priorità assoluta: la buona organizzazione degli eventi giovanili.

Abbiamo esempi molto recenti: le fasi lombarda e nazionale dei TSS 2019 di entrambe le quali mi sono giunti (dagli Istruttori) feedback sconcertanti. Abbiamo la finale nazionale CIG di Salsomaggiore per la quale (smentitemi, vi prego!) sul sito federale non è ancora disponibile il link al sito ufficiale (manca poco più di un mese) e che è stata spostata di sede per inadeguatezza della stessa facendo sorgere spontanea in tutti noi la domanda: “Ma non potevano accorgersene prima?”.

Questi ed altri argomenti sono meritevoli di discussione e di confronto perché, per essere “amica del suo vivaio”, la nostra Federazione deve solo dimostrare rispetto ed attenzione alle esigenze di giocatori che, seppur giovani e talvolta inesperti, sono parte integrante e pagante del movimento nazionale.

Con questo sito, quindi, vogliamo aprire un portale in cui lo sconcerto di un singolo possa diventare opinione condivisa e in cui le esperienze (positive o negative) delle famiglie possano confrontarsi liberamente. E, soprattutto, desideriamo dare voce al movimento che troppo spesso ci è parso il più bistrattato e negletto dalle istituzioni: i nostri ragazzi, il nostro patrimonio, il nostro futuro.

4 commenti

  1. Tutto giusto. Aggiungo che lo spostamento da Acquiterme a Salsomaggiore si e’ accompagnato a un cambio date- Considerando che a Luglio i ragazzi hanno vacanze e i genitori no, e che molti ragazzi avevano gia’ pianificato vacanze- studio e simili, il cambio di date ha comportato disagi aggiuntivi.

  2. Faccio anche notare che le cosiddette “convenzioni” con gli hotel e alberghi hanno in taluni casi fatto salire il prezzo del soggiorno. Questo mi sembra inconcepibile. Bisognerebbe favorire gli scacchisti e le loro famiglie, non dissuaderli. Spariscono le offerte improvvisamente, le riduzioni per i minori (o cmq diminuiscono), appena sentono le date di soggiorno capiscono di cosa si tratta. Almeno questa è stata la mia esperienza

    1. Confermo. Appena l’albergo ha capito che eravamo lì per gli scacchi ha alzato il prezzo. Ho avuto occasione di parlare con una ragazza che era lì non per gli scacchi, ma per un matrimonio e lei pagava di meno. Una diversa cnvenzione con gli sposi, senz’altro, ma allora forse occorreva negoziare meglio.

      Anche l’orario della premiazione poteva sembrare quasi studiato apposta per far consumare un’altro pasto a Salsomaggiore e per costringere le famiglie che venivano da lontano a trascorrere lì un’altra notte.

  3. Vorrei aggiungere un paio di riflessioni a voce altra.

    (1) se vogliamo che questo “sport della mente” si diffonda ed attiri altri partecipanti bisognerebbe spettacolarizzarlo un po’. Troppo poche le scacchiere elettroniche e del tutto assente la possibilità di assistere alle partite.

    Vero che occorre impedire i suggerimenti: ancora troppi i genitori che non resistono alla tentazione di dare un “aiutino” (magari con un’occhiataccia o un occhiolino) ai figli. Questa è una piaga da debellare: la federazione, gli arbitri ed i loro assistenti sono lì per questo.

    Ma le “porte chiuse” sembrano più una resa che una soluzione. Occorre raccogliere la sfida con coraggio e cercare luoghi più idonei (palazzetti dello sport? un maggior numero di arbitri? pene più severe e seriamente applicate?)

    Una cosa mi sembra sicura: le “porte chiuse” non sono un bel messaggio e non mi pare probabile che contribuiscano alla popolarità di questo gioco.

    (2) i più piccini (U8) sono ancora pochi e la loro esperienza è limitata al massimo ad un anno o due: in questa categoria più che in altre il gap di esperienza fra maschietti e femminucce è statisticamente ancora molto poco. Per loro (solo per loro) non è possibile fare una categoria unica con due classifiche? Davvero siamo convinti che una bambina sia inferiore ad un alla sua controparte maschile?

    (3) ho visto il commento di chi osservava il problema che a luglio i ragazzi hanno le vacanze ma i genitori no.

    Erano tanti i nonni.

    Che erano costretti ad aspettare in piedi.

    Vergogna!

    [Commento di Stefano Alderighi]

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