C’era una volta il Trofeo CONI

Scritto da: FIORENZA VIANI

C’era una volta il Trofeo CONI…non è vero! C’è ancora, o meglio, per i Lombardi degli scacchi ci potrebbe essere. Il Trofeo CONI Kinder + Sport è un uno dei principali progetti nazionali multisportivi per gli atleti Under 14 (fascia d’età 10-14), tesserati presso le ASD/SSD regolarmente iscritte al Registro Nazionale CONI. Al sito https://www.coni.it/it/trofeoconi.html si trovano informazioni e regolamenti.

Si tratta di una manifestazione ciclopica: lo scorso anno, all’edizione di Rimini 2018, parteciparono circa quattromila ragazzi. Erano presenti, in rappresentanza della Lombardia, anche i quattro alfieri degli scacchi: Brando Pavesi, Davide Rossi, Luca Di Trapani e Pari Meharunkar, accompagnati dal coach Walter Ravagnati. Per la cronaca, la squadra di Accademia Scacchi Milano, rappresentando la Lombardia, vinse il Torneo.

L’anno precedente, furono gli alfieri dell’Excelsior Bergamo a rappresentare la Lombardia ed in entrambi gli anni (2027 e 2018) la fase di qualificazione regionale fu organizzata come un evento a squadre di club, graditissimo dai giocatori che sentivano di rappresentare il proprio Circolo e di contendersi il ruolo di “Circolo rappresentante la propria Regione”.

Edizione 2019: cambiano le regole. O meglio, l’Art.11 del regolamento generale CONI cita «Per gli sport di squadra, accederanno alla Finale Nazionale le squadre prime classificate al termine delle Fasi Regionali del Trofeo CONI Kinder + Sport.» Dal che si evince che, essendo la disciplina “scacchi” inserita come sport di squadra, la selezione regionale potrebbe essere effettuata con un torneo a squadre, esattamente come nelle due precedenti edizioni. Ma nel Regolamento FSI Trofeo CONI 2019 inviato il 25 maggio a tutti i Circoli dal CRL, si legge: «Art. 10 Accederanno alla Finale Nazionale le rappresentative regionali composte dai primi 4 giocatori/giocatrici classificati al termine delle Fasi Regionali del Trofeo CONI. La rappresentativa regionale dovrà presentare almeno un’atleta di sesso femminile e almeno un’atleta di sesso maschile. L’ordine di classifica della Fase Regionale costituisce ordine di scacchiera per la Fase Nazionale.» Dunque, la nostra Federazione “trasforma” il torneo di qualificazione a squadre in torneo individuale, decisione a cui il Comitato Regionale Lombardo si adegua immediatamente inviando il 27 maggio a tutti i Circoli una nota: «Ecco in maniera sintetica le innovazioni regolamentari per l’edizione 2019. Va premesso però che resta immutato il vincolo delle 4 ASD iscritte al Registro CONI partecipanti alla fase Regionale. La fase Regionale, pertanto, si potrà svolgere se partecipano giocatori di almeno 4 Società regolarmente iscritte al Registro. Per far sì che la Lombardia esprima al meglio la forza dei suoi quattro rappresentanti alla fase Nazionale la fase Regionale si svolge con la formula del torneo individuale. I primi quattro classificati formeranno la Rappresentativa Regionale che partecipa alla Fase nazionale. Per conservare, obbligatoriamente, il requisito della Rappresentativa “mista”, laddove i primi quattro dovessero essere 4 maschi il quarto lascia il posto alla prima femmina che segue in classifica. Anche nel caso contrario di 4 femmine, la quarta lascia il posto al primo maschio che segue in classifica. Non ci sono limiti minimi per la partecipazione, pertanto ogni ASD potrà partecipare con il numero di giocatori che vorrà, anche con un solo giocatore/giocatrice. L’ordine di classifica della fase regionale costituisce ordine di scacchiera per la Fase Nazionale. Alla fase nazionale è possibile sostituire i giocatori impossibilitati a partecipare con i giocatori/giocatrici classificati a seguire nella fase Regionale (sempre fatto salvo il requisito della Rappresentativa “mista”)».

Primo commento possibile a caldo: con la formula del “torneo individuale che deve servire a formare la squadra”, la regolamentazione si complica parecchio. Il torneo viene organizzato ma vi prendono parte solo venti giocatori. E’ un numero che non dà certamente riscontro della forza e della vivacità del movimento scacchistico giovanile lombardo. Quali i motivi? La data scelta, domenica 23 giugno, a ridosso dei Campionati Italiani Giovanili; la sede scelta, Moniga del Garda, bellissima cittadina ma decentrata e non raggiungibile se non con mezzi privati; la formula che non vince e non convince.

Quando spiegammo ai nostri ragazzi “di punta” durante lo stage di Roncobello (15 – 22 giugno) in che cosa sarebbe consistita la fase di qualificazione regionale del Trofeo CONI, due dei componenti la squadra vincitrice dell’edizione 2018 reagirono in modo assai eloquente: “Che schifo!”. I ragazzi non hanno bisogno di troppe parole per dire quel che pensano. A causa del vincolo delle quattro Società presenti, il Torneo di Moniga rischiò anche di non poter essere validato. Che tristezza, rispetto all’edizione di Sale Marasino 2018 in cui la chiesetta sconsacrata sulle rive del lago d’Iseo traboccava, letteralmente, di squadre agguerrite e felici! Ma tant’è: il torneo si è svolto, è stato omologato ed ha scelto i suoi alfieri: due fantastiche ragazze ai primi due posti, la bergamasca Elisa Cassi e la milanese di Cormano Giulia Sala con il bergamasco Neven Hercegovac ed il bresciano Francesco Bertolotti al terzo ed al quarto posto. Squadra fatta con, a seguire, un bel po’ di polemiche sul fatto che la maggioranza dei circoli lombardi avessero snobbato la manifestazione (“boicottato” è la parola che è circolata).

Ma adesso arriva il bello. Dove si gioca la finale nazionale? Cito testualmente dal sito: «Crotone e Isola Capo Rizzuto ospiteranno il Trofeo CONI Kinder+Sport 2019 dal 26 al 29 settembre (salvo eventuali variazioni).» Località suggestiva, periodo pessimo (sono già iniziate le scuole). Ma possibile che mai nessuno si rammenti di quanto rigido sia il sistema scolastico nazionale che obbliga i ragazzi a non sforare un certo numero di assenze ed accetta con estrema parsimonia le giustificazioni, specialmente quelle di tipo sportivo? La località è certamente suggestiva ma che cosa prevede l’organizzazione nazionale del Trofeo CONI per gli spostamenti degli atleti? Viene concesso gratuitamente il pullman di trasferimento dalla città di partenza alla sede di svolgimento. Da Milano sono esattamente diciassette (17!!!) ore ininterrotte di viaggio (diciassette all’andata e diciassette al ritorno, salvo inconvenienti di traffico).

Che cosa succede, quindi? Le famiglie dei quattro ragazzi/e che si sono conquistati il diritto di partecipare alla finale nazionale NON autorizzano la trasferta: tre giorni di scuola persi e trentaquattro ore di viaggio (per giocare sei ore di scacchi!) scoraggerebbero chiunque. L’organizzatore del torneo regionale, da sempre più vicino alle esigenze dei ragazzi che ai rigidi regolamenti, mette a disposizione una quota tolta alle casse del suo Circolo per commutare il viaggio da pullman ad aereo e chiede al CRL un contributo per consentire ai ragazzi degli scacchi di raggiungere la Calabria non a pezzi. Il CRL risponde che il mezzo di trasporto fornito dal CONI va bene per tutti.

Il panorama è il seguente: la Lombardia rischia di NON portare la squadra di scacchi alla finale nazionale CONI. Di chi è la colpa? Non emettiamo sentenze poiché non siamo giudici di nulla. Ci preme solo sottolineare che, al solito, regolamenti rigidi e distorti, scarsa flessibilità e nessuna disponibilità da parte degli enti istituzionali stanno vanificando gli sforzi ed annichilendo l’entusiasmo dei bravissimi ragazzi che hanno giocato e guadagnato il diritto di rappresentare la loro regione.

Lasciamo una porta aperta: pare che alcuni degli otto genitori coinvolti si stiano informando sui prezzi dei voli aerei. Come andrà a finire? Scommetterei che le famiglie copriranno di tasca propria le spese del volo…

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